L’INTERVISTA A… DEBORA PAGANO

Debora Pagano, Cantautrice – Autrice – Musicista – Sound Designer – Illustratrice, classe  1995.

Inizia a suonare il pianoforte all’età di otto anni, proseguendo poi da autodidatta. Successivamente approccia ad altri strumenti e a software per comporre in digitale ( specialmente ProTools e Ableton Live ), studiando e scrivendo musica e testi concentrandosi sul cantautorato. Da qui inizia il suo percorso identificativo in ambito musicale, caratterizzato principalmente da suoni sintetizzati e dalla ricerca dell’assurdo e dell’innovazione attraverso lo studio della musica classica e contemporanea e traendo esempio dai testi dei pilastri portanti del cantautorato italiano.

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Nel 2014 per il rifacimento teatrale di ‘Arancia Meccanica‘, con musiche di Marco Castoldi in arte Morgan e regia di Gabriele Russo, direttore artistico del Teatro Bellini di Napoli, assiste al processo creativo dello spettacolo e successivamente realizza diverse illustrazioni e la copertina dell’omonimo libro di Viviana Reda sul tema. Nello stesso anno compone la colonna sonora del
cortometraggio ‘La Lezione‘ di Renato Lori, un brano acustico voce e ukulele, arrivando in finale con ‘Music’ll never stops‘ come miglior canzone.

Si diploma nel 2014 in Storia e conservazione dei Beni Culturali al liceo d’arte Suor Orsola Benincasa di Napoli per il quale, lo stesso anno, vince il bando di concorso per il restyling del logo ufficiale. Le sue opere pittoriche vengono selezionate per numerose mostre e ottengono diversi riconoscimenti in Italia e all’estero. Per lei resta fondamentale l’unione tra musica e arti figurative.

Nel 2017 si laurea con 110 in Nuove Tecnologie dell’arte – Indirizzo Sound Design allo IED di Roma, e collabora come sound designer e tecnica di presa diretta con ‘Alice nella città’ per il festival del cinema di Roma. Un lungo studio e percorso attraverso i cantautori e la letteratura la porta a realizzare il suo progetto di tesi ‘Le Donne di Spoon River’ ( non edito ) in collaborazione con Morgan; un album al femminile con analisi dei testi e suoni unicamente digitali, parallelo a ‘Non al denaro non all’amore nè al Cielo’ di Fabrizio De André. Ottiene l’approvazione anche della Fondazione De Andrè e la sua tesi viene richiesta dal Centro Studi Fabrizio De Andrè di Siena.

Partecipa, a Giugno 2017, alla Masterclass in Musica e Sound Design tenuta da Morgan e Raffaele Stefani a Trezzo sull’Adda, realizzando l’inedito ‘Oltre il fiume‘ che esegue al concerto finale, in apertura a quello di Morgan.
Nel 2018 partecipa ad una settimana intensiva dello Spring Camp al CET di Mogol, concorre poi al Tour Music Fest con un suo inedito non superando però le semifinali nazionali.
Nello stesso anno lascia Roma e si trasferisce a Milano dove inizia la sua collaborazione con l’etichetta ‘Nuvole e sole‘ per rincorrere il suo sogno e affermarsi come autrice e cantautrice nel panorama musicale italiano. Il 22 Marzo 2019, con la stessa etichetta, pubblica il suo primo singolo, con relativo videoclip, intitolato ‘Groupie‘ che ottiene ottimi riscontri dalla critica musicale e la inserisce nel panorama alternativo italiano come cantautrice esordiente. Il 17 Maggio 2019 continua il suo percorso pubblicando il secondo singolo dal titolo ambivalente ‘A Maggio‘, brano dedicato esplicitamente al cantautore italiano Antonio Maggio.

 

Abbiamo voluto intervistarla, per scoprire i retroscena del suo ultimo lavoro discografico, e i suoi progetti futuri:

 

  • Il tuo singolo “Groupie”, pubblicato il 22 Marzo 2019, ha segnato il tuo esordio nel mercato discografico. Quando è nato il tuo progetto artistico?

Il mio progetto artistico non saprei dire con precisione quando è nato, nel senso che idealmente l’ho custodito dentro di me per anni. Ho sempre avuto l’idea di realizzare un album che raccontasse la mia storia e che sopratutto racchiudesse le mie diverse attitudini e personalità musicali. All’atto pratico, ho iniziato a lavorarci a Giugno del 2018. Quando ho iniziato a rimettere mano su tutte le canzoni che avevo scritto, più o meno recenti, non sapevo nemmeno bene da cosa partire, era davvero tanto materiale, troppe idee e troppi periodi della mia vita, sia dal punto di vista testuale sia da quello sonoro e compositivo.

Alla fine ho scelto di rompere il ghiaccio con “Groupie” perché mi sembrava la giusta canzone per identificarmi in primo luogo come una persona che va ai concerti e che vive di musica, e poi come narratrice di una realtà che conosco e che fa parte del mio vissuto, e penso che chi sceglie di fare il cantautore debba innanzitutto mettersi in prima persona nelle proprie canzoni, e sopratutto dire qualcosa di reale e concreto nel quale l’ascoltatore possa anche ritrovarsi. Penso di aver fatto la scelta giusta, e che “Groupie” abbia saputo raccontare un po’ di me e dato un’idea generale di quelle che sono le mie sonorità e la mia ironia. Ho avuto un ottimo riscontro e molti complimenti, e posso anticipare con orgoglio che ci sarà una rivisitazione del brano molto interessante con un featuring davvero importante.

 

  • Hai dei riferimenti in ambito musicale? Qualcuno a cui ti ispiri?

Questa è una domanda alla quale dovrei dedicare almeno una settimana per rispondere bene, quindi cercherò di riassumere per quanto possibile. Ho molti riferimenti e molte ispirazioni, partendo da Bach, con la musica classica, fino ad arrivare all’ambient di Brian Eno. Nel mezzo c’è un po’ di tutto, ma in quanto a riferimenti specifici preferisco suddividerli per sonorità e utilizzo dei testi e delle parole. Sicuramente per le scelte sonore e per i suoni in generale prendo più ispirazione da artisti stranieri come i Depeche Mode, David Bowie, Michael Jackson, Pink, Lily Allen e altri più o meno attuali. In Italia invece ritrovo meno le sonorità che preferisco a livello di arrangiamento e di elettronica, fatta eccezione per i Bluvertigo ( e Morgan in quanto solista ) che sono un’inesauribile fonte d’ispirazione e sono ciò che tutt’ora mi alimenta e mi ispira, anche per quanto riguarda i testi. Del resto io amo l’Italia e il cantautorato italiano e sono per me di vitale importanza tutti gli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra storia musicale, specialmente per i testi e per l’utilizzo della nostra lingua che è estremamente poetica e musicale. E quindi cercando di riassumere devo citare i miei principali ascolti e riferimenti: Fabrizio De André, Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Lucio Dalla, Rita Pavone, Alice, Franco Battiato, Sergio Endrigo, Giuni Russo, Domenico Modugno… e poi anche Daniele Silvestri, Max Gazzè, Simone Cristicchi, Renato Zero, Rino Gaetano, Ivano Fossati, Ivan Graziani, Enrico Ruggeri… continuo?

 

  • Il 17 Maggio, con l’uscita del tuo secondo singolo “A MAGGIO”, hai confermato il tuo essere originale dal punto di vista compositivo. Al giorno d’oggi, quanto credi sia importante riuscire a creare qualcosa che sia diverso, autentico?

Credo sia talmente importante che bisognerebbe almeno scrivere un articolo della costituzione italiana sul tema. Se pensiamo al sovraffollamento musicale e al bombardamento sonoro che riceviamo quotidianamente e poi guardiamo ai cantautori degni di tale nome notiamo un’immensa differenza. Io non voglio ergermi a giudice universale ne tantomeno a criticona snob, ma riconosco e vedo tanta omologazione e questo mi dispiace. Ci sono ovviamente le giuste eccezioni, non ne faccio un discorso assoluto, ma vedo molto scimmiottare l’estero e le tendenze che in realtà non fanno parte della nostra cultura musicale, e questo non vuol dire che non dobbiamo prendere ispirazione da altri paesi o non ascoltare musica straniera, sono la prima a farlo, ma si tratta semplicemente di personalizzare ciò che si ascolta e ampliarlo con la nostra cultura, altrimenti ci sveglieremo un giorno senza più cantautori italiani e con testi che non sono altro che elenchi o banali storie d’amore senza alcuna attenzione poetica o grammaticale. Lo so, sembro pesante, ma sono vecchia dentro, e me ne scuso, ma mi ritengo così fortunata ad essere italiana e ad avere la nostra storia alle spalle che mi sembra uno spreco non approfittarne.

Io stessa ho tantissimi limiti e, pur avendo studiato, sono solo all’inizio del mio percorso, ho tanta strada da fare e molte cose da imparare, e alcune che probabilmente non imparerò mai. Cerco però di essere sempre autentica, credo che sia il principale motivo per cui si sceglie di fare un lavoro artistico, l’arte è autenticità e mettersi a nudo per gli altri. Dobbiamo esprimere noi stessi ma cercando di essere specchi e mezzi per le persone, non si può fare questo lavoro se non lo si fa con generosità e rimanendo sempre se stessi, sarebbe triste farsi apprezzare dal pubblico per ciò che non si è, se poi si è anche diversi ben venga. Credo che la diversità in ogni sua accezione sia sempre un grande complimento.

 

  • Due singoli pubblicati nel giro di pochi mesi; dobbiamo aspettarci, a breve, l’uscita di un tuo primo album?

In questo caso il termine ‘breve’ per fortuna non è una scadenza definita, infatti approfitterò per dare una risposta altrettanto breve. Il mio primo album ci sarà, sarà vario ma coerente e descrittivo, un percorso definito attraverso le mie ‘personalità’ musicali e dalle sonorità altrettanto identificative. Ma preferisco non espormi sulle tempistiche perché sono estremamente minuziosa e finché non è tutto esattamente come l’ho ideato l’album continuerà ad evolversi, quindi sì, ci sarà e sarà quel che sarà ma al momento non mi sento di dire quando sarà…

 

  • Nel Brano “A MAGGIO”, hai voluto esplicitamente dedicare una parte del tuo percorso ad Antonio Maggio, noto cantautore. Ci spieghi com’è venuta fuori quest’idea?

Quest’idea ha una storia  basata su strani scherzi del destino e coincidenze ( che poi le coincidenze sono relative perché è sempre destino ), e mi rendo conto che può risultare curiosa come scelta e quindi cercherò di fare chiarezza, forse un giorno riuscirò a raccontare tutta la storia dall’inizio esatto, forse ne scriverò un libro, per ora mi concentro sull’origine della canzone.

Premettendo che Antonio Maggio è sempre stato tra i miei ascolti fissi giornalieri, il tutto ebbe inizio da un sogno che lo riguardava, abbastanza insolito, non lo avevo di certo mai sognato prima. Mi svegliai la mattina dell’8 Novembre 2018 con il vago ricordo di questo sogno in cui ero ad un suo concerto e chiedevo di incontrarlo per proporgli di scrivere una canzone insieme per Sanremo, riuscivo a parlargli e lui si dimostrava disponibile e aperto alla collaborazione. Lo trovai davvero particolare dal momento che non avevo mai incontrato Antonio Maggio di persona, ne avevo mai avuto alcun contatto, sempre stimato e ‘ammirato a distanza’ fin dal suo esordio con gli Aram Quartet, ma un sogno del genere doveva pur significare qualcosa no?

Dato che non lascio mai al caso certe cose, quella mattina non pensai ad altro e la grande coincidenza fu che aprii Facebook e trovai una notizia che mi spiazzò ‘Antonio Maggio in concerto a Milano il 20 Novembre’ e poco dopo ‘Antonio Maggio e Pierdavide Carone in concerto  il 23 Novembre a Milano con la data finale del Diamoci del ToUr’. Una doppietta non indifferente concentrata in una sola settimana. Senza pensarci due volte decisi che sarei andata ad entrambe le date, ma che non potevo di certo presentarmi ‘con le mani in mano’ e quindi capii che il sogno voleva dire proprio questo, dovevo presentarmi in tutti i sensi, e quindi anche musicalmente.

Così in poche ore è nata la stesura definitiva del testo e una bozza già ben strutturata dell’arrangiamento, con un entusiasmo indescrivibile chiamai subito i ragazzi di Nuvole e sole e spiegai le dinamiche e l’idea, ovviamente al momento mi presero per pazza ma capirono da subito il potenziale della canzone e ci mettemmo a lavoro senza perdere tempo.

Per concludere in breve senza perdermi in dettagli infiniti di casi, coincidenze, destino e annessi, ho  finalmente conosciuto Antonio Maggio in occasione dei suoi live, e gli ho fatto ascoltare la prima demo, che ha apprezzato molto. Poi in questi mesi l’arrangiamento è cambiato, ma il testo e il mood del pezzo sono rimasti invariati, posso dire che da Novembre 2018 ad oggi ho ottenuto molto di più di quanto potessi sperare.

La mia unica preoccupazione poteva essere che questo o-maggio non fosse gradito dal diretto interessato, o che potesse essere una brutta canzone, ma ad oggi sono assolutamente tranquilla. Forse questa canzone è ancora più importante di ‘Groupie’ perché qui sono davvero scoperta, sono perfino allegra, che di solito non è una mia caratteristica, e devo ringraziare Antonio proprio per questo, inconsapevolmente con la sua musica mi ha dato la possibilità di far emergere un lato di me che tendevo ad oscurare, al quale non davo la giusta importanza. Con questa dedica del tutto spontanea è invece emersa la parte migliore di me, e da qui in poi posso solo crescere e augurarmi eventualmente una collaborazione con lui, così come nel mio sogno.

Per auto-citarmi posso dire che “sembrerà troppo e sembrerò strana” ma almeno sono soddisfatta. Poi la canzone parla da sola, a buon intenditor poche parole.

 

  • In previsione di un tuo album, o di altri singoli, pubblicati nei prossimi mesi, sarai impegnata in eventi promozionali e concerti?

Ho in previsione diverse collaborazioni e progetti, ovviamente continuerò a lavorare al mio Album, e sicuramente potrò dare maggiori dettagli in futuro su eventuali pubblicazioni. In questo momento sono in un vortice caotico di eventi e di situazioni concatenate che mi spiazzano e mi disorientano, non sono ancora abituata a queste dinamiche. Comunque ci saranno sicuramente eventi promozionali e sto strutturando dei live molto personali e che spero riescano a sintetizzare quella che sono, oltre al suono.

Ti terrò aggiornato sui miei movimenti e sul mio percorso.  Intanto, ti ringrazio per questa splendida intervista e per avermi dato la possibilità di parlare del mio ultimo singolo e del mio percorso ancora in costruzione.

Intervista a cura di Stefo Della Gatta

www.deborapagano.it